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E’ il diario di Marika Lion, il suo quotidiano allenamento con parole sussurrate. Ama scrivere e fotografare, il resto è solo un racconto d’immagine della sua anima.

Tutto dedicato ad un libro mai editato “avrei voluto la luna”.

L’ombra del candido fiore del rovo

Il simbolismo negativo del rovo é riflettuto nell’iconografia rinascimentale, dov’è questa pianta evocava tutti i vizi.

In questo senso l’emblema della inclinazione che può essere di diversa natura, ovvero una donna vestita di bianco sul lato destro e di nero sul sinistro, in capo due stelle fisse, quella di Giove a destra e a sinistra la più piccola e fosca Saturno, mentre tiene nella mano destra un mazzo di rose e nella sinistra uno di rovi.

Infine ha i piedi entrambi alati, per la sua supremazia all’invadenza, a significare che tale inclinazione muove immediatamente l’animo.

L’ingiuria a sua volta era una donna ma dall’aspetto orribile. Aveva occhi infiammati, abito rosso, la lingua pendula simile a una serpe, la bocca lasciava colare la saliva nelle sue sarcastiche risate.

In mano reggeva un mazzo di rovi con bianchi fiori e sotto aveva una bilancia a significare la volontà di sopraffare gli altri, forse secondo la parabola dei Giudici.

Nel linguaggio dei fiori, il rovo é simbolo di sofferta invidia.

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Uno spartito di petali per la lirica dell’essere

Sogno

Quando il tempo assume il significato di un sogno,

ogni istante si trasforma in frammenti di poesia,

ogni parola si traduce in lirica,

ogni sguardo si incrocia con la luce della speranza.

Quando il pensiero diventa leggerezza dell’essere,

ogni istante, ogni parola, ogni sguardo

compongono musica con i petali in un spartito,

questa é arte,

il sentimento puro di ogni esistenza.

(MK)

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La città degli amanti

 

Ogni libro intavola fra lettore e autore dei preliminari, dai quali possono sortire pace ed amicizia o guerra senza potere. Proemi ed avvertenze sarebbero dunque domande di armistizio. Di questi tempi si vedono autori che promettono, a far fede di materia esotica, i chilometri dei loro viaggi, i lunghi pensieri. Per la verità, ogni autore è tenuto a fare sapere di non essere mai stato al di là dell’universo, nei luoghi immaginari dove la fantasia è trascorsa, ove dunque. Si sa e si dice che gli americani si fanno un’idea favolosa degli europei, e gli europei degli americani, e gli asiatici degli indiani, e gli scrittori dei lettori (o forse viceversa). Se non si voglia ammettere che sia la migliore o l’unica maniera per farci un’idea degli uni degli altri, è per lo meno certamente l’unica maniera per scrivere una favola. Tutte le città sono sorte come città immaginarie, alcune per diventare vere e reali, come la Ginevra di Calvino, dove gli svizzeri campavano di scrupoli o una New York in preda alla corsa in Central Park, rigorosamente alle 6.30 del mattino, mentre Londra batte la prima ora del pomeriggio al Grande Orologio di Westminster. Ma esiste anche la città degli amanti senza tempo e senza luogo. E’ di quelle che si trovano sopra le mappe dove sono segnate Nefelococciga e i mari dei Sugheripidi e dei Pieisogliola e di quei tali dal più che singolare albero veliero, di cui si narra una vera storia: nell’atlante dei sogni e dei timori. Continua a leggere “La città degli amanti”

Le prigioni della verità

enteno

Il treno va lontano e non si è mai fermato,

la libertà perduta e quale sarà la sorte,

qualcuno un giorno chiederà il prezzo.

Il cielo ci osserva sotto una lente

la recita é insostenibile e non si replica,

il silenzio è solo una parentesi.

E la notte per una vita di più,

non arrendersi mai,

attimi per sogno infranto.

Parole al vento,

si disperdono e diventano nebbia,

corre il treno più lontano.

Momenti incensati di polvere,

continue frasi di circostanza,

parole inutili nelle prigioni della verità.

MK

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Ostinazione, la prigione della vita

img_1981L’inutilità del combattere tutta la vita per ottenere ciò che non sarà mai proprio é parte di chi pensa di vincere ogni sua battaglia, perdendo ogni libertà per sempre.

Ma c’è sempre una speranza, quell’ultimo si, adesso si!

Esistono due tipi di tragedie nella vita. Una è perdere ciò che più si desidera, l’altra è ottenerlo. Quest’ultima è la peggiore, la vera tragedia.

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Torna il vento di speranza nella vita

WindHo abbandonato la tempesta e il suo picchiare contro i vetri, per correre a piedi nudi sul prato.

Ho lasciato il buio del tempo trascorso a non capire, per incidere parole sulla corteggia della quercia.

Ho dimenticato ogni cosa vestita a festa, per indossare solo la verità.

Ho gettato nel fiume scatole arrugginite, per custodire i ricordi sotto il sole.

É comparso il vento, sussurra parole melodiche mentre le nubi si fronteggiano e discutono del loro destino.

Il canneto vibra e le foglie taglienti si intrecciano in note e sibilano in odi di speranza.

Mi chino al vento, mi trapassa, mi rende nulla difronte alla natura, mi chino alla sua volontà.

Immobile lo accolgo e mi prende per mano, so che mi porterà lontano tra valli e luoghi infiniti e soffierà sul mare come la bianca Leucotea.

Il vento torna sempre per annunciare una nuova vita.

MK

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10 anni di petali di fiori

flower interior

Era il 2007 che aprivo il mio primo blog, tutto dedicato al lifestyle e all’arte. Ricordo ancora la grafica, bianca, essenziale dove le mie foto erano le uniche protagoniste, loro capaci di emozionare sempre. Le mille frasi di “racconto” erano solo le parole mai dette.

Quante interviste, quanta poesia nelle voci delle persone incontrate, che con i loro ricordi mi aiutavano a capire che quelle storie erano per me la gioia di ascoltare.  Parole sussurrate piano piano che avrebbero preso forma tra le righe scritte, un verbo silenzioso che ha cercato sempre di descrivere i fiori mai colti in tanti giardini incantati.

E mentre il mondo correva, mi sono fermata ad osservare la gente e ho capito che le persone migliori sono come quelle cornici che hanno perso il loro antico contenuto.

Ho imparato a sorridere alla vista della luce che passava tra le foglie, alla bellezza che ho raccolto nella vita, alle persone che non vedrò mai più, all’amore che è custodito nell’anima, alla semplicità delle parole, all’arte che vibra impazientemente, a tutto ciò che potrò ancora scoprire.

In un archivio infinito di immagini ritrovo oggi quella sedia che ho lasciato tempo fa, libri dimenticati e vecchi occhiali che ricompongono una glorificazione di profumo di amarilli e peonie che mi riportano al giardino d’inverno.

Dieci anni passati a raccogliere petali di fiori che spontaneamente trovavano casa tra le siepi abbandonate, tra le fessure di muretti a sassi e che ora giacciono tra i pensieri che segnano il ricordo dentro alle pagine di un nuovo libro.

MK

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私ジャパン

Lion

Parole trasparenti tra le garze,

racconto le storie che amo inventare.

Parole scritte sullo scheletro delle foglie,

racconto le fantasie che amo spazzolare.

Mi inchino alla leggerezza,

al ritmo di un silenzio da custodire.

Salgo sulla scala mobile trasportata dalla musica

avvolta in vetri illuminati che mi specchiano.

Ospite in un teatro di ciliegio,

trascrivo su pentagramma le voci,

di una storia di samurai e geishe,

di ciliegi in fiori e ruscelli limpidi,

di pagode e santuari,

di trame di seta e ciotole con cicatrici d’oro,

di piccole case e bellezze impalpabili.

Un’ode di tanto tempo fa,

riemerge nei miei ricordi,

mi inchino alla sua nuda eleganza.

Il mio Giappone    私ジャパン

MK

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La Vie en Rose

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Sorge l’alba al mio paese,

lascerò un sorriso,

la rabbia che non c’è,

la tenerezza che sopravvive al cuore in gola,

la memoria che resterà nelle pagine di un libro.

Sorgerà il sole all’orizzonte,

s’allungano i ricordi sinuosamente,

in un corpo che si scompone,

le vesti danzano nell’ombra.

Respirerò tutta l’aria che c’è,

malinconia, poesia, melodia.

Guarderò quel mondo che incanta,

Dipingerò  il passato di corallo,

danzerò scalza e senza veli.

MK

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