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È il diario di Antilia e il suo quotidiano allenamento con parole sussurrate. Ama scrivere, fotografare, i fiori e i gatti, il resto è solo un racconto d’immagine della sua anima.

Tutto dedicato ad un libro mai editato “avrei voluto la luna”.

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Roma, 1 novembre 2018

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Ore 6.00 Stazione Termini, Roma.

È un giorno di festa ed è ancora buio, la fila di taxi fa da barriera al mondo che vive nella grande stazione ferroviaria di Roma, dove persone partono e arrivano e molte altre soggiornano, e non sono extracomunitari, sono persone che hanno perso il lavoro, la casa e la famiglia e non viaggiano con il cartone e una busta del supermercato sfondata da cose recuperate nei cassonetti, ma con un trolley vecchio, zoppo e pieno di ricordi. Continua a leggere “Roma, 1 novembre 2018”

Pierre Joseph Redoutè

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Chiamato anche il “Raffaello dei fiori”, Redoutè è il più ricercato degli artisti di acquerello mai esistiti. Le sue opere sono custodite in musei, biblioteche, palazzi e soprattutto amate da collezionisti di tutto il mondo, disposto a spendere qualsiasi cifra per aggiudicarsi un suo lavoro ancora disponibile sul mercato.

Pierre-Joseph Redoutè nacque nel 1759 a Saint-Hubert nelle Ardenne da una povera famiglia di decoratori ed é proprio in questo contesto che manifesta un grande interesse per la pittura e per i fiori, che lui stesso chiamava “le stelle della terra”. Appena fanciullo lascia la casa paterna e cerca di guadagnarsi da vivere facendo il pittore ambulante. A 20 anni o poco più si trasferisce dal fratello a Parigi dove con il fratello progetta e disegna scenari.Ma così abituato a vivere in campagna non poteva fare a meno di trascorrere il suo poco tempo libero nel giardino reale a fare schizzi di erbe e fiori. E furono proprio questi disegni ad attirare l’attenzione di una persona influente e appassionata di botanica, il giudice della Corte Suprema Charleston L’Héritier de Brutelle, il quale gli insegnò a selezionare le piante e poi a disegnarla secondo un criterio scientifico.Iniziò così una vera collaborazione professionale, L’Héritier scriveva i testi di botanica e Redouté li illustrava.

Fu lo stesso L’Héritier a presentare a Redoutè il conservatore della Collezione di Pergamene della Biblioteca reale, un certo Gerardus van Spaendonck. Da lui apprese la tecnica della pittura su pergamena – pelle di vitello nato morto e resa impermeabile attraverso un trattamento speciale – e divenne così bravo da essere assunto come collaboratore della collezione. Continua a leggere “Pierre Joseph Redoutè”

Illusivitá della fotografia: l’invisibile

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Freud aveva spiegato la potenza dell’arte come “coscienza dell’illusività”: l’artista e il fruitore sono consapevoli del fatto che l’arte non sia la realtà, che rappresentare la morte, o il dolore, o il male, o la felicità.

Nella fotografia, la realtà è rubata all’intimitá e può non coincidere con il contenuto visibile, ma è proprio tale apparente finzione che consente di vivere appieno ed emotivamente in modo intenso quello stesso contenuto.

E qualsiasi elaborazione mentale di ciò che ci appare è un passo verso una maggiore felicità: riuscire a pensare e a provare emozioni che generano di per sé una sorta di appagamento.

È l’invisibile la coscienza dell’illusivitá di un vero fotografo. Continua a leggere “Illusivitá della fotografia: l’invisibile”