La fede che salvò Venezia dalla peste

Mentre oggi molti paesi stanno affrontando l’epidemia di coronavirus, proviamo a scoprire il bellissimo gesto di fede compiuto nel XVI secolo dagli abitanti di Venezia per salvare la Serenissimae dalla peste.

È uno dei simboli della Giudecca, una delle isole della laguna di Venezia. La Basilica del Redentore – letteralmente la Chiesa del Redentore -, la cui imponente cupola sorge a più di 76 metri di altezza, è ben nota ai veneziani e ai turisti. Tuttavia, meno sono quelli che conoscono la sua storia. Siamo alla fine del XVI secolo. Per due anni, tra il 1575 e il 1577, una violenta epidemia di peste bubbonica colpì la Repubblica di Venezia, uccidendo quasi 50.000 persone. Quasi un veneziano su tre muore, incluso il famoso pittore Tiziano.

Al culmine dell’epidemia, il Senato decise di costruire una bella chiesa per pregare Dio per avere aiuto. Il doge Alvise Mocenigo sceglie di affidare questo progetto ad Andrea Palladio, uno degli architetti più influenti del Rinascimento. Optò per una chiesa a navata unica con tre cappelle laterali. La facciata è modellata su quella di una chiesa di Roma, mentre i quindici gradini che conducono all’ingresso sono un riferimento al tempio di Gerusalemme. In questo modo, Andrea Palladio ha cercato di costruire un’opera monumentale che evocasse la fede che i cristiani hanno sempre riposto in Dio. Poco dopo la posa della prima pietra, Palladio costruì anche una piccola struttura in legno che doveva fungere da chiesa temporanea durante la costruzione dell’attuale chiesa. Questa chiesa di legno, una sorta di cappella galleggiante, era collegata al resto della città da un sistema di ponti e chiatte rimovibili che permettevano ai sacerdoti di raggiungere il tabernacolo.

Il 20 luglio 1577, solo pochi mesi dopo che la città decise di costruire una chiesa per chiedere l’aiuto di Dio, le autorità dichiararono la fine ufficiale della peste. Una felice processione di barche lasciò tutti gli angoli della laguna per raggiungere la “chiesa galleggiante” in segno di gratitudine. Da quel giorno, i veneziani si sono incontrati ogni 20 luglio per celebrare l’aiuto di Dio nella lotta contro la peste. La cerimonia inizia il giorno prima, con fuochi d’artificio in tutta la città. Il giorno successivo, i veneziani lasciano i canali con barche riccamente decorate per mostrare la loro gratitudine a Dio per il lieto fine di questo episodio nella loro storia.

Cala la tristezza di una vita sprecata

Abbiamo preteso troppo e ci siamo dimenticati di avere un cuore fragile.
Abbiamo alimentato con l’egoismo e la superbia, la prepotenza nel mondo.
Abbiamo dimenticato che la natura poteva essere nostra amica.
Abbiamo distrutto sentimenti veri e il rispetto per gli altri.
E ora che la tristezza cala, il rimpianto diventa il pianto della vita sprecata.

Antilia

Il rispetto è arte

L’arte non ti giudica. L’arte ti osserva.

L’arte non ti critica. L’arte ti spiega.

L’arte non esalta mai nessuna superiorità. L’arte ti è amica.

L’arte tace per aiutarti a comprendere. L’arte ha un cuore d’oro.

L’arte non è mai prepotente. L’arte sa di essere incompiuta.

L’arte è il silenzio delle persone gentili.

L’arte è rispetto. Il rispetto è arte.

Antilia

Non! Rien de rien. Ça recommence

Non, Je Ne Regrette Rien

Non! Rien de rien
Non! Je ne regrette rien
Ni le bien qu’on m’a fait
Ni le mal tout ça m’est bien égal!

Non! Rien de rien
Non! Je ne regrette rien
C’est payé, balayé, oublié
Je me fous du passé!

Avec mes souvenirs
J’ai allumé le feu
Mes chagrins, mes plaisirs
Je n’ai plus besoin d’eux!

Balayées les amours
Et tous leurs trémolos
Balayés pour toujours
Je repars à zéro

Non! Rien de rien
Non! Je ne regrette rien
Ni le bien, qu’on m’a fait
Ni le mal, tout ça m’est bien égal!

Non! Rien de rien
Non! Je ne regrette rien
Car ma vie, car mes joies
Aujourd’hui, ça commence

Collezionare nel silenzio

Collezionare è saper cogliere il silenzio della vita,

è raccogliere le conchiglie sulla spiaggia dopo la tempesta,

è permettere alle farfalle di consacrare il loro volo,

è poter leggere i segreti custodite in fogli di carta,

è prendersi cura di libri trovati nelle bancarelle,

è non cambiare al dipinto la sua vecchia cornice.

è non togliere la memoria agli oggetti usati.

Collezionare è non voler violentare la storia.

Antilia

Skeleton leaves

In una vita realizzata solo per cercare il potere,

nel voler ambire al riconoscimento delle azioni e non dei sentimenti,

nel pretendere disperatamente un posto non meritato,

nel cercare di apparire ciò che non si è veramente,

ogni comportamento diventa presto lo scheletro di una foglia secca.

Un’anima piena di rispetto e un cuore sincero,

non sarà mai “skeleton leaves”.

Antilia