La ragazza del sole di Lucinda Riley

Appena uscito il libro della scrittrice irlandese Lucida Riley dove Electra d’Aplièse è una delle modelle più famose: bellissima, ricca e desiderata. Ma dietro l’immagine glamour e la fastidiosa attenzione dei paparazzi si cela una donna fragile, che fatica a reggere lo stress e le pressioni di un mondo in cui contano solo le apparenze. Electra è la più giovane delle sorelle e mentre tutte le altre sembrano aver superato la morte del padre e aver trovato la felicità, lei si sente sempre più persa e sola. L’unico modo per andare avanti è anestetizzare il dolore, rifugiandosi in alcol e droghe, specialmente da quando è stata mollata dal suo fidanzato. Ma c’è qualcuno che sta cercando di entrare a far parte della sua vita e tenta di contattarla in tutti i modi; si tratta di Stella Jackson, noto avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani, che dice di essere sua nonna… Grazie ai suoi racconti, Electra scoprirà la storia travagliata della sua famiglia e l’importanza di lottare per coloro che ami. Il sesto capitolo della saga delle Sette Sorelle vi porterà dai grattacieli di New York alle magnifiche pianure del Kenya degli anni ’40.

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Voli d’artista. Vite (e opere) da collezione

Pierre-Joseph Redouté, il Rembrandt delle rose. M.C. Escher, matematico per caso. L’arte essenziale di Giorgio Morandi. Georges Braque e Pablo Picasso, amici e padri del Cubismo. Il tenace amore per le nuvole di John Constable. Donne preziose come perle per Jan Vermeer. Augustus John, lo zingaro-pittore dalle tinte accese e dalle pennellate potenti. Gian Lorenzo Bernini, un genio per Roma. Il poliedrico Andy Warhol, che dell’industria ha fatto arte. La sofferenza artistica di Edvard Munch. I violini e la campagna familiare di Marc Chagall. E molti altri artisti tra XVIII e XX secolo. Una gita in un museo ideale, fatto di parole, dove è possibile ammirare vita e opere dei più formidabili talenti della modernità. Ogni capitolo è una sala monotematica, un articolo curioso e confidenziale per conoscere più intimamente alcuni dei grandi dell’arte.

Voli d’artista. Vite (e opere) da collezione | Marika Lion

L’ amicizia esiste se è una sincera virtù

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Non dimenticare mai che hai il mondo intero, la vita tutta davanti a te…. Che per te la vita può e deve essere più reale, più piena e gioiosa di quanto forse non lo è mai stato per nessun essere umano. Non la mutilare in anticipo con una qualsiasi rinuncia. Non ti lasciare imprigionare da nessun affetto. Preserva la tua intima solitudine.

Il giorno, se mai verrà, che una vera amicizia ti sia concessa, non esisterà opposizione fra la solitudine interiore e l’amicizia; anzi è da questo segno infallibile che la riconoscerai.

L’amicizia non va cercata, nè sognata, nè desiderata, nè definita o teorizzata. L’amicizia si esercita (è una virtù). Essa semplicemente “esiste” come la bellezza. E’ un miracolo, misterioso e insieme incastonato nella realtà. Non bisogna desiderare l’amicizia come compenso, non va inventata, non per alleviare la solitudine; non deve basarsi su visioni deformate di te e dell’altro. Molte volte vendiamo l’anima per l’amicizia ed è facile corrompere e corrompersi. Continua a leggere “L’ amicizia esiste se è una sincera virtù”

L’accompagnatrice

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Un libro affascinante che ci porta ad analizzare il rapporto tra bellezza e sontuosità, tra semplicità e sfarzosità, tra candore e furbizia, tra ornatezza e pretestuositá, tra garbo e la sfacciataggine che non può che portarci a contemplare la verità di tanta ipocrisia raggiunta dalla società moderna.

Il fascino e l’invidia, la sottile crudeltà e l’ambivalenza, le sfumature e le ombre nel rapporto tra due donne di diversa condizione e fortuna. Il legame tra una povera pianista – l’accompagnatrice – e una cantante di successo raccontato in un centinaio di pagine di rara finezza psicologica, sufficienti a dare a questo libro l’impatto di un grande romanzo.

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Fortezze confuse come in un riflesso

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Quando prendo in esame la mia vita, mi spaventa di trovarla informe.

L’esistenza degli eroi, quella che ci raccontano, è semplice: va dritta al suo scopo come una freccia. E gli uomini, per lo più, si compiacciono di riassumere la propria esistenza in una formula – talvolta un’ostentazione, talvolta una lamentela, quasi sempre una recriminazione; la memoria compiacente compone loro una esistenza chiara e spiegabile.

La mia vita ha contorni meno netti: come spesso accade, la definisce con maggior esattezza proprio quello che non sono stato: buon soldato, non grande uomo di guerra; amatore d’arte, non artista come credette d’essere Nerone alla sua morte; capace di delitti, ma non carico di delitti […] Si direbbe che il quadro dei miei giorni come le regioni di montagna, si componga di materiali diversi agglomerati alla rinfusa. Vi ravviso la mia natura, già di per se stessa composita, formata in parti uguali di cultura e d’istinto.

Affiorano qua e là i graniti dell’inevitabile; dappertutto, le frane del caso […] In questa difformità, in questo disordine, percepisco la presenza di un individuo, ma si direbbe che sia stata sempre la forza delle circostanze a tracciarne il profilo; e le sue fortezze si confondono come quelle di un’immagine che si riflette nell’acqua. Continua a leggere “Fortezze confuse come in un riflesso”

Le farfalle di Antilia

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Antilia e Zefiro è una collana che vuole offrire l’emozione di qualche minuto di lettura, di ascolto o di entrambi allo stesso tempo, regalare qualche attimo che distolga dalle abitudini e dagli impegni quotidiani. In questo primo volume, Le farfalle di Antilia, si esplora un mondo segreto e una suggestiva capacità d’interpretazione descrittiva: si narrano intriganti emozioni, storie di personaggi racchiuse nella nostra memoria, fino a oltrepassare il fascino del mistero che si cela in tutti i racconti. Mentre si scorrono le parole, la voce diventa parte di uno spettacolo di strada, e i protagonisti recitano la storia della propria vita. Lo scrigno racchiude sedici brani da ascoltare in qualsiasi spazio della giornata, per trovare un momento di intimità letteraria, sì, ma “da marciapiede”. Questa prima raccolta prende il titolo dal regalo di Antilia ai suoi lettori, le farfalle. Continua a leggere “Le farfalle di Antilia”

E quindi uscimmo a riveder le stelle

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«Vexilla regis prodeunt inferni
verso di noi; però dinanzi mira»,
disse ‘l maestro mio, «se tu ‘l discerni».

Come quando una grossa nebbia spira,
o quando l’emisperio nostro annotta,
par di lungi un molin che ‘l vento gira,

veder mi parve un tal dificio allotta;
poi per lo vento mi ristrinsi retro
al duca mio, ché non lì era altra grotta.

Già era, e con paura il metto in metro,
là dove l’ombre tutte eran coperte,
e trasparien come festuca in vetro.

Altre sono a giacere; altre stanno erte,
quella col capo e quella con le piante;
altra, com’ arco, il volto a’ piè rinverte. Continua a leggere “E quindi uscimmo a riveder le stelle”

I tre tipi di governo per Montesquieu

 

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La legge è un rapporto necessario che deriva dalla natura stessa delle cose. E lo spirito delle leggi è il principio che unifica le norme e le ispira nelle loro disposizioni. Tale principio è da Montesquieu identificato nella giustizia e nell’equità, fondate su quella natura umana che è uguale in tutti e identica sempre. Le leggi non precedono lo stato e la convivenza sociale, ma ne sono una conseguente emanazione. Il cittadino è realmente libero quando la sua volontà è conforme alla legge, cioè quando fa non quel che vuole, ma quel che deve, riuscendo anche a vincere l’influenza esercitata dalle circostanze storiche, economiche e ambientali. A condizione, tuttavia, che la forma di governo adottata si regga sull’equilibrio e sulla distinzione dei tre poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Perché non può esservi libertà in uno Stato nel quale chi fa le leggi è lo stesso soggetto che le mette in atto e che ne verifica il rispetto. Così come sarebbe impensabile che tutta la popolazione esercitasse il potere legislativo in forma diretta, senza delegarne la funzione ai propri rappresentanti…  Continua a leggere “I tre tipi di governo per Montesquieu”

Le braci

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Gli uomini non sanno nulla di sé stessi. Parlano sempre dei loro desideri e camuffano ostinatamente i loro pensieri più segreti. Se impari a riconoscere le menzogne degli uomini, noterai che essi dicono sempre cose diverse da ciò che pensano e vogliono davvero.

Tutto ciò che le avevo dato io, un patrimonio, una posizione sociale, per lei contava ben poco, le importava unicamente salvaguardare quell’indipendenza interiore che formava la sua personalità più autentica e di cui non voleva cedere la benché minima parte al mondo in cui l’avevo introdotta.” Sándor Márai, “Le braci”

Le braci dell’ipocrisia ardono nel cercare di imitare, ma resterà sempre una brutta copia.