La prigione della libertà

prigione destino

Corre l’anno in cui molte perversità si nascondono dietro le finestre, chiuse da tempo, troppo tempo per poterle riaprire. Segreti spesso occultati da non riuscire ad urlare, da non riuscire più a dichiarare la propria prigionia, che si consuma nella sua rassegnazione.

Ci sono persone che sono costrette a restare rinchiuse tra le mura di casa e tacere per poter vedere il sorgere dell’alba e il declino del tramonto, senza però più desiderare che il giorno scorra le ore. Quelle ore che possono osservare solo attraverso le grate che gli impediscono di godere completamente della luce.

Mentre fuori c’è il custode che libero di agire, sa di avere il completo possesso e di poter gestire immoralmente le paure di chi ormai ha declinato ogni speranza di poter tornare a vivere, cercando di immaginare quel mondo fatato che aveva sperato. Continua a leggere “La prigione della libertà”

Annunci

Le donne mosaico di Richard Burlet

IMG_4005

Richard Burlet è nato in Francia nel 1957. Ha studiato presso la prestigiosa Ecole Nationale Supérieure des Beaux Arts per alcuni anni, poi ha iniziato la sua carriera come pittore. La sua arte si ispira all’Art Nouveau, in particolare a Klimt. Lavora nel settore dei collage, usando oro e foglia argento.

Possiamo considerarlo un artista astratto figurativo, i suoi dipinti rendono omaggio all’arte viennese del XIX secolo. Arte, architettura e design della Vienna dell’epoca d’oro ben rappresentata da Gustav Klimt, il grande maestro che ha influenzato il lavoro di Burlet.

IMG_4006

Ma mentre le donne di Klimt ci appaiono irreali e a volte erotiche, quelle di Burlet sono magnifiche creature dalla dolcezza terrena, che a volte ci ricordano le “muse” prerafaellite o le “dame” rinascimentali in allegoria dell’età dell’oro in epoca medicea.

burlet

I suoi lavori sono pieni di colore, una vera composizione “collage” con oli e brillanti parti in oro “donne di mosaico”. Ogni opera rivela forti contrasti di colore in forme delicate, deliziosi volti dentro a schemi ben predefiniti, involucri che racchiudono il corpo, lo avvolgono e lo custodiscono.

Continua a leggere “Le donne mosaico di Richard Burlet”

La culla della conoscenza

230d8e24bfb8045da64b126c52a397d0

Quando l’esperienza si fa conoscenza ogni momento atteso si trasforma in un perfetto equilibrio interiore, ecco che ci si può sentire tranquilli oppure bramosi di vedere la sua realizzazione, mai mai incerti, mai timorosi, mai preoccupati del giudizio altrui.

Così anche nella vita, quando vedi crescere ciò che hai cullato, ciò in cui hai creduto, ciò che oggi ti fa sorridere, ogni istante sembra essere portato nella schiuma delle onde che si infila tra le conchiglie che hanno raggiunto finalmente la riva e che sulla sabbia trovano il loro sonno.  Continua a leggere “La culla della conoscenza”

Specchiarsi per sottrarsi al canto del cigno

 

Ci si può specchiare tutta la vita senza mai vedere la propria vera immagine, come in un gioco di luci e ombre.

Quando lo specchio ci costringe al gioco clandestino, ecco che compare il desiderio di scommettere le proprie vanità, le proprie ambizioni, le proprie utopie, anche la parola diventa cruda, esasperata, presuntuosa.

Quando lo specchio invece ci rivela l’umiltà che serve ad accompagnare l’armonia del movimento con quel dolce ed esile gesto di eleganza, ecco che anche la parola non è mai esagerata, non è mai inappropriata, non è mai imitata, non è mai superba.

Continua a leggere “Specchiarsi per sottrarsi al canto del cigno”

La paura non è più cronaca

Improvvisamente ci si guarda attorno in ogni momento della giornata per capire chi ci osserva, chi cammina dietro a noi o ci anticipa a pochi passi di distanza.

Improvvisamente abbiamo perso quella libertà conquistata  nei secoli per ritrovarci ad aver la stessa paura di una gazzella rincorsa dal leone e che difficilmente fugge al suo drammatico destino.

La violenza fisica verso una donna non può essere giustificata come un istinto feroce e primordiale di un “animale” vissuto in cattività; al quale però è stato dato asilo politico, vestiti, un tetto per dormire, cibo per mangiare e – per il fatto di appartenere al genere umano – anche il diritto di pensare di poter agire con crudeltà. Continua a leggere “La paura non è più cronaca”

Lacrime

lacrime

Viviamo sempre più in una società dove l’uomo piange solo per rabbia o per non essere riuscito ad ottenere il successo o per aver perso una scommessa, e spesso senza un comportamento di umiltà nei confronti dei sentimenti veri.

Ma le lacrime sono molto più che uno sfogo del dolore, perché possono sgorgare anche in presenza di bellezza, in momenti di grande gioia, o quando siamo improvvisamente liberati da un affanno.

In queste circostanze sembrano irragionevoli e fuori luogo e le nascondiamo perché ci rendono umani, ma tali reazioni inattese dovrebbero avere origine nei bisogni e nei segreti più potenti e nascosti del nostro cuore. Perciò le lacrime di cui non sappiamo spiegare la ragione possono essere un mezzo per rivelarci a noi stessi, per conquistare una saggezza personale e una felicità più profonda, più vera.

Ecco che sfogliare un vecchio album di fotografie, magari di quando eravamo giovani e poveri dove ci stringevamo con le persone amate e gli amici, pieni di timori e di speranze, ora forse, riscopriamo quel giusto pianto non solo perché è passata una parte della vita e della giovinezza, ma perchè ci aiuta capire che nel nostro intimo nessuno vive con l’intensità e con il calore che ci metterebbe se ci rendessimo conto di quanto sono brevi i nostri anni di vita è come nessun passato può tornare. Continua a leggere “Lacrime”

La città degli amanti

 

Ogni libro intavola fra lettore e autore dei preliminari, dai quali possono sortire pace ed amicizia o guerra senza potere. Proemi ed avvertenze sarebbero dunque domande di armistizio. Di questi tempi si vedono autori che promettono, a far fede di materia esotica, i chilometri dei loro viaggi, i lunghi pensieri. Per la verità, ogni autore è tenuto a fare sapere di non essere mai stato al di là dell’universo, nei luoghi immaginari dove la fantasia è trascorsa, ove dunque. Si sa e si dice che gli americani si fanno un’idea favolosa degli europei, e gli europei degli americani, e gli asiatici degli indiani, e gli scrittori dei lettori (o forse viceversa). Se non si voglia ammettere che sia la migliore o l’unica maniera per farci un’idea degli uni degli altri, è per lo meno certamente l’unica maniera per scrivere una favola. Tutte le città sono sorte come città immaginarie, alcune per diventare vere e reali, come la Ginevra di Calvino, dove gli svizzeri campavano di scrupoli o una New York in preda alla corsa in Central Park, rigorosamente alle 6.30 del mattino, mentre Londra batte la prima ora del pomeriggio al Grande Orologio di Westminster. Ma esiste anche la città degli amanti senza tempo e senza luogo. E’ di quelle che si trovano sopra le mappe dove sono segnate Nefelococciga e i mari dei Sugheripidi e dei Pieisogliola e di quei tali dal più che singolare albero veliero, di cui si narra una vera storia: nell’atlante dei sogni e dei timori. Continua a leggere “La città degli amanti”

Il volto sbiadito dell’estetica

Estetica

La mia riflessione parte dal fatto che se nella prima tutto viene giustificato, anche se può essere presente un eccessivo edonismo o una evidenza sciattezza, nella terza tutto si presenta in perfetta armonia. Invece, nella seconda parte di vita – quella che dovrebbe essere della vera maturità – spesso ci si trova di fronte, per la maggior parte, a persone di equilibrio e consapevolezza della loro fase di vita, ma anche di quelle dove prevale l’esasperazione della bellezza. In questo ultimo caso, la persona tende a voler rientrare nella prima fase di vita, ricercando il bello non dentro di se ma in ciò che vogliono sia visto dagli altri … ed è qui il paradosso dell’estetica. Poi ne troviamo altre – più complesse – che cercano di apparire “semplici e naturali” quasi anticipando le proprie sembianze di vecchiaia.

continua a leggere Riflessioni sull’estetica della maturità  in interessicomunjournal

Continua a leggere “Il volto sbiadito dell’estetica”

Sarah Moon e il riservo dell’immagine

sarah Moon

L’alfabeto segreto della Moon rimanda alla sfera dell’emotività, dell’intimo, e mette in scena una realtà immaginaria, filtrata dal ricordo e dall’inconscio. Il suo linguaggio antinarrativo evoca momenti, sensazioni, coincidenze e bellezza. Le visioni di Sarah Moon spesso schiudono un universo magico di immagini poetiche.

(MK)

Continua a leggere “Sarah Moon e il riservo dell’immagine”

Ecco, questa sì che è fortuna!

luky

Invece di sfuggire con questo sistema alle esperienze frustranti…forse bastano anche piccoli cambiamenti per sentirsi meglio, e quando ci si sente meglio si comincia a fare cose utili ed apportare miglioramenti di poco conto magari alla vita, da cui però si potrà passare in seguito a quelli veramente importanti. Non c’é età per rinunciare agli errori.

Continua a leggere “Ecco, questa sì che è fortuna!”