Hi tibi dabunt ad aeternitatem iter

B9843DC7-F0EA-40C0-8808-8730F8B84560.jpeg

Dialogare con Socrate, dubitare con Carneade, goderci la vita con Epicuro, dominare con gli Stoici la natura umana, superarla con i Cinici. E se la natura ci consente di essere partecipi di tutte le età, perché non dovremmo, in questo breve passaggio che é la vita, dedicarci con tutto l’animo a queste verità eterne e condivise dei migliori fra noi? 

Ecco perché possiamo considerare impegnati sul serio soltanto coloro che si dedicano ogni giorno allo studio di Zenone, Pitagora, Democrito, Aristotele, Teofrasto e gli altri cultori della vera scienza. Nessuno di coloro si farà negare, nessuno mancherà di congedare più felice, più amico il visitatore, né lo lascierá andar via a mani vuote; e tutti potranno andarli a trovare, di notte e di giorno. Continua a leggere “Hi tibi dabunt ad aeternitatem iter”

Annunci

Il bugiardo patologico

4A7185A5-991A-480A-BD6B-3EC593115CB6

La bugia patologica si presenta quando una persona mente senza voler mai distinguere la verità dalla fantasia, e le bugie che dice finiscono inesorabilmente per danneggiare la sua vita.

Una di queste forme alterate di realtà riguarda la figura dell’uomo-Pinocchio. Tutti conosciamo la favola: il burattino Pinocchio si opponeva alle figure genitoriali (Geppetto/padre e Fatina/madre), usando le bugie come giustificazione del suo operato.

Nei bambini è normale questo tipo di comportamento, purché non diventi un vizio patologico, preferendo cosi rimanere “eterni fanciulli”, e continuare a mentire. Questo finisce per generare due mondi: quello reale e quello fantastico, che nella mente del bambino si confondono ma che, in alcuni tristi casi, proseguono anche in età adulta.

Il bambino inventa storie per evitare di soffrire, di avere responsabilità non volute e compiti non accettati, da adulto bugiardo poi, cercherà sempre di evitare la verità, e di presentare la propria versione come unica e vera, ma insostenibile.

Ed è così, che l’adulto, non riesce a comprendere il suo operato, e lo ritiene anzi normale. Si è quindi così abituato alla sua vita “fantastica”, da non riuscire più a distinguerla dalla realtà, e anche se gli si dovesse provare che le cose non stavano così, rifiuterà la realtà spiacevole.

Illudendo sé stesso, illude anche gli altri, perché ritiene la bugia necessaria per vivere bene nella sua presunzione.

Tale individuo ha un fortissimo bisogno di mantenere l’autostima alta, e lo fa mentendo e cercando conferme per il proprio operato. Quasi mai si rende conto della propria condizione, e anzi ritiene di essere del tutto normale ed equilibrato. Quando è scoperto l’inganno, di solito si pente per quel che ha fatto, ma dopo poco tempo torna a ripetere il copione iniziale e a mentire a tutti. Non prova un vero senso di colpa o vergogna per le sue azioni, in quanto ritiene sempre di agire nel giusto e di doversi difendere da chi lo accusa.

Continua a leggere “Il bugiardo patologico”

I canti di Natale e le loro origini

145B0A0F-4BE4-4F2E-A281-C88CB161096D

Come ogni Natale tornano le musiche e gli inni che si ripetono da secoli e che ricordano l’esultanza della cristianitá, ma non sempre era così.

Eseguiti in varie lingue, in Italia anche in dialetto, sono il più popolare mistero della Notte di Natale e la maggior parte di questi canti “pastorelle” in italiano, “weihnachtslieder” in tedesco, “Carolis” nei paesi anglosassoni si concentrano principalemente sull’evento e i suoi protagonisti.

Il tema più frequente è quello della povertà, come nel caso della pastorello “ Tu scendi dalle stelle” di Sant’ Alfonso de’ Liguori (1696-1787).

Alcuni di questi canti non hanno che un lontanissimo rapporto con il Natale. In uno si glorifica il Re Venceslao, santo patrono della Cecoslovacchia, ucciso per gelosia dal fratello Boleslao sulla porta di una cappella nel 929. Continua a leggere “I canti di Natale e le loro origini”

Uno spinoso agrifoglio

1CE41063-7655-414B-AB9F-56E76E7E74F8

L’usanza di decorare la casa con ramoscelli e corone d’agrifoglio è una delle più antiche tradizioni natalizie. Le lucenti foglie dalle punte aguzze, verdi per tutto l’inverno, sembrano una promessa perenne; le bacche rosse vivo esprimono gioia ed esultanza.

Il gaio aspetto dei ramoscelli fa parte della letizia di quei giorni, della tregua degli animi, del caldo senso di benessere, dagli inni natalizi, dallo scampanio festoso e della risa spensierate dei bambini.

Ma la sua storia risale a secoli remoti, perché già nell’antica Roma corone d’agrifoglio venivano mandate agli sposi novelli per esprimere felicitazioni. Durante i gai Saturnali, la festa del solstizio d’inverno dedicata al Dio della seminagione, i Romani inviavano agli amici questa pianta in segno di stima e d’augurio. Come altri popoli d’Europa, loro – i romani – credevano che l’agrifoglio scacciasse gli spiriti maligni. E Plinio il Vecchio scrive che proteggeva la casa dai fulmini.

Continua a leggere “Uno spinoso agrifoglio”

B.B. e la crociata di un’attrice

Alla fine del settembre 1981 a Saint Tropez,  il figlio di una fioraia uccise a bastonate il gatto di casa. Quando la notizia cominciò a circolare tra i residenti, una donna dai capelli biondi andò al negozio e si scagliò come un uragano contro la padrona.

Si trattava di Brigitte Bardot, una vera celebrità che la fioraia pensò bene di portare in tribunale, così avrebbe potuto di godere di fama per soddisfare la sua fame d’invidia.

La corte di appello di Aix-en-Provance confermò la prima sentenza che diceva che gli accessi verbali sono da deplorare, ma che furono provocati da un atto di violenza in cui l’imputata vide Un attacco contro la vita stessa, assolvendo definitivamente l’attrice.

Lei che divenne un’attrice senza volerlo, era nata a Parigi il 28 settembre del 1934 e da bambina sognava di diventare ballerina; a 14 anni riportava già successi nella danza che le consentì di essere ammessa alla scuola di ballo dell’Opéra. Una modista di cappelli le chiese di danzare con una collezione appena creata che aveva chiamato “Brigitte”, fu allora che una redattrice notò la ballerina e le chiese di posare per la sua rivista. Intervenne però il padre, Louis Bardot, che consentì a patto che non comparisse se non come B.B.

Dopo la pubblicazione di quello scatto fotografico, Brigitte fu notata dal regista Marc Allégret e incaricò Roger Vladimir Plemiannikov (Vadim) di sottoporre la ragazza ad un provino. Il padre consentì convinto che non avrebbe avuto successo. E fu così, secondo il regista non c’era futuro perché lei, recitava biascicando. Ma Vadim innamorato (aveva solo 21 anni) decise di prenderla sotto la sua guida, dandole qualche particina. La sposò nel 1952.

Fu il film E Dio creò la donna la rese famosa – nel 1956 – dove apparve nuda per pochi minuti nella parte di Juliette, una parte che fece più scalpore di altre recitate anche da Marilyn Monroe.

La sua vita di attrice la costringeva però a scegliere spesso di nascondersi, dovunque andasse era braccata come un animale. Nel 1960 dette ala luce suo figlio Nicolas, e fu costretta, per non essere assalita dai paparazzi, a partorire a casa.

Logorata da questa caccia logorante, una sera inghiottí un intero tubetto di tranquillanti e nonostante la sua vita fosse appesa ad un filo, i fotografi bloccarono l’autobulanza in mezzo al traffico nel cercare di fotografarla.

A soli 39 anni aveva interpretato 48 film, quando improvvisamente decide di smettere, giudicando se stessa dicendo “dei miei film ne salvo sì e no al massimo cinque”.

Vendette la Rolls Royce e si isolò nella sua dimora a Saint-Tropez dichiarando di non voler essere più un bell’oggetto ma un essere umano come tutti.

Da li la sua decisione di proteggere gli animali, accudendo cani e gatti randagi o strappati dalle mani dei loro carnefici.

La sua campagna più famosa rimane quella del 1977, quando tentò di mettere fine alla strage dei piccoli di foca nel Canada Orientale. Dopo che B.B si fece fotografare con il viso dentro ad una pelliccia di una foca di pochi giorni, il presidente Valery agiscano d’Estaing annunciò che avrebbe proibito l’importazione di pelli di foca, con un 90% dei francesi a favore della campagna della Bardot.

Da allora Brigitte si batte per ottenere severe norme che regolino la vivisezione nei laboratori, se gli animali feriti non vengono assistiti e tante altre crudeltà inflitte.

A coloro che la rimproverano di difendere gli animali quando milioni di esseri umani soffrono e muoiono, lei risponde “A mio modo di vedere, si tratta di piccole battaglie. Le persone capaci di maltrattare gli animali sono spesso le stesse che spingono alla disperazione gli esseri umani più derelitti. Io faccio tutto ciò che posso”. Continua a leggere “B.B. e la crociata di un’attrice”

La biografia rivela le passioni, le emozioni, la vita mai raccontata

1DC3218A-FC38-47CF-807A-4F1F86397C2A

La biografia è la storia di una persona reale, anche la vostra, scritta da qualcun altro, uno scrittore, un biografo.  Può essere un racconto romanzato o la cronostoria di una vita. Il biografo si immedesima e racconta ciò che vede, ciò che sente, mai ciò che immagina. Ecco che Il protagonista ha un nome, riappare luogo dov’è é vissuto, i momenti felici o quelli sofferti, le gioie o le ferite del cuore. Di cosa era appassionato? Che fosse botanica, poesia, musica classica o semplicemente trascorrere le giornate con il suo amato Jack – il suo levriero – , il biografo riesce a far trasparire ogni passione. Come la sua vita è stata influenzata dalle sue passioni?

Le biografie esplorano gli eventi nella vita di una persona e ne colgono il significato.

Vuoi che la tua vita e quella della tua famiglia rimanga scritta?

Info: antilia.biografo@gmail.com

Painting by Philip Alexius de László (Budapest, 30 aprile 1869 – Londra, 22 novembre 1937)

 

La prigione della libertà

prigione destino

Corre l’anno in cui molte perversità si nascondono dietro le finestre, chiuse da tempo, troppo tempo per poterle riaprire. Segreti spesso occultati da non riuscire ad urlare, da non riuscire più a dichiarare la propria prigionia, che si consuma nella sua rassegnazione.

Ci sono persone che sono costrette a restare rinchiuse tra le mura di casa e tacere per poter vedere il sorgere dell’alba e il declino del tramonto, senza però più desiderare che il giorno scorra le ore. Quelle ore che possono osservare solo attraverso le grate che gli impediscono di godere completamente della luce.

Mentre fuori c’è il custode che libero di agire, sa di avere il completo possesso e di poter gestire immoralmente le paure di chi ormai ha declinato ogni speranza di poter tornare a vivere, cercando di immaginare quel mondo fatato che aveva sperato. Continua a leggere “La prigione della libertà”

Le donne mosaico di Richard Burlet

IMG_4005

Richard Burlet è nato in Francia nel 1957. Ha studiato presso la prestigiosa Ecole Nationale Supérieure des Beaux Arts per alcuni anni, poi ha iniziato la sua carriera come pittore. La sua arte si ispira all’Art Nouveau, in particolare a Klimt. Lavora nel settore dei collage, usando oro e foglia argento.

Possiamo considerarlo un artista astratto figurativo, i suoi dipinti rendono omaggio all’arte viennese del XIX secolo. Arte, architettura e design della Vienna dell’epoca d’oro ben rappresentata da Gustav Klimt, il grande maestro che ha influenzato il lavoro di Burlet.

IMG_4006

Ma mentre le donne di Klimt ci appaiono irreali e a volte erotiche, quelle di Burlet sono magnifiche creature dalla dolcezza terrena, che a volte ci ricordano le “muse” prerafaellite o le “dame” rinascimentali in allegoria dell’età dell’oro in epoca medicea.

burlet

I suoi lavori sono pieni di colore, una vera composizione “collage” con oli e brillanti parti in oro “donne di mosaico”. Ogni opera rivela forti contrasti di colore in forme delicate, deliziosi volti dentro a schemi ben predefiniti, involucri che racchiudono il corpo, lo avvolgono e lo custodiscono.

Continua a leggere “Le donne mosaico di Richard Burlet”

La culla della conoscenza

230d8e24bfb8045da64b126c52a397d0

Quando l’esperienza si fa conoscenza ogni momento atteso si trasforma in un perfetto equilibrio interiore, ecco che ci si può sentire tranquilli oppure bramosi di vedere la sua realizzazione, mai mai incerti, mai timorosi, mai preoccupati del giudizio altrui.

Così anche nella vita, quando vedi crescere ciò che hai cullato, ciò in cui hai creduto, ciò che oggi ti fa sorridere, ogni istante sembra essere portato nella schiuma delle onde che si infila tra le conchiglie che hanno raggiunto finalmente la riva e che sulla sabbia trovano il loro sonno.  Continua a leggere “La culla della conoscenza”