La fragranza nel sonno dell’estate

La fragranza è la voce delle cose inanimate: l’aria risuona delle grida delle foglie e dell’erba, talvolta più melodiose di quelle dei fiori. Nei luoghi senza fiori, gli aromi ci assalgono, come folletti dai denti aguzzi emanati dal granturco, dalle pigne, dal terreno umido e dai funghi, dai fili d’erba e dalle felci pungenti.

Perfino le pietre, nelle giornate calde, sprigionano un sentore che, mischiandosi con quello delle erbe secche, forma una specie di sottofondo al dolce profumo della ginestra toscana.

Dopo un acquazzone, ci giungono odori inattesi da luoghi remoti che ci sopraffanno e ci imprigionano.

Nella rugiadosa oscurità dell’estate il trifoglio e le piante che fioriscono di notte cospirano con l’insonne caprifoglio per invadere il giardino inzuppato e per conquistare e possedere la casa immersa nel sonno.

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