Un composizione che parte dall’antica Grecia: Marco Betta

Conosco da poco Marco Betta e già mi sembra di avere con lui un dialogo che dura da ore, da anni. Ascolto la sua voce come un narrare di un vecchio amico che non sento da tempo e ne vengo affascinata per il suo intercalare di elementi narrativi così armonici tra loro da sembrare veramente una composizione di uno cantastorie. Stranamente non scrivo nulla sui fogli e cerco di seguire il suo “filo” perfettamente nitido nei ricordi, nelle immagini, nell’esaltare la sua poesia d’animo e non mi preoccupo se poi dovrò trascrivere l’intervista, perché sono già così certa che anche senza alcun appunto, l’armonia di suoni e delle parole che Marco è riuscito a trasferirmi, comporranno perfettamente le frasi che scorrono già tra le mie dita…

Con un risentirci a presto, forse alla presentazione del “Casanova” a Napoli, concludo il mio bellissimo dialogo con il compositore, autore non di opere ma di un grande libro che raccoglie le musiche più belle che la mente già custodisce segretamente e per sempre in quell’ “album di fotografie di Marco”.

l’intervista completa

Roma, 1 novembre 2018

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Ore 6.00 Stazione Termini, Roma.

È un giorno di festa ed è ancora buio, la fila di taxi fa da barriera al mondo che vive nella grande stazione ferroviaria di Roma, dove persone partono e arrivano e molte altre soggiornano, e non sono extracomunitari, sono persone che hanno perso il lavoro, la casa e la famiglia e non viaggiano con il cartone e una busta del supermercato sfondata da cose recuperate nei cassonetti, ma con un trolley vecchio, zoppo e pieno di ricordi. Continua a leggere “Roma, 1 novembre 2018”