Illusivitá della fotografia: l’invisibile

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Freud aveva spiegato la potenza dell’arte come “coscienza dell’illusività”: l’artista e il fruitore sono consapevoli del fatto che l’arte non sia la realtà, che rappresentare la morte, o il dolore, o il male, o la felicità.

Nella fotografia, la realtà è rubata all’intimitá e può non coincidere con il contenuto visibile, ma è proprio tale apparente finzione che consente di vivere appieno ed emotivamente in modo intenso quello stesso contenuto.

E qualsiasi elaborazione mentale di ciò che ci appare è un passo verso una maggiore felicità: riuscire a pensare e a provare emozioni che generano di per sé una sorta di appagamento.

È l’invisibile la coscienza dell’illusivitá di un vero fotografo.

Ph@ ML

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