La fotografia non è selfie made man

09F895A4-6A11-446C-BC6D-06B831F9323B

La fotografia esce da un’era dominata dal reportage, dalla moda e dalla pubblicità. Ora le immagini sono dominio di tutti e non solo del mondo della comunicazione che detta le sue regole. Ora gli album di famiglia sono Instagram, Facebook, Flick, spesso condivisi senza riservo dalla maggior parte delle persone. L’osservazione del mondo esterno, un paesaggio, un conflitto, una nuova moda – che era richiesto nel mondo della fotografia è stato contaminato da una moltitudine di linguaggi, molto più spontanei e autodidatta, dove vince troppo spesso il proprio autoritratto. Un irrefrenabile modello che coincide con l’attuale momento storico sempre più conflittuale tra il desiderio di mettersi in gioco e il desiderio di apparire per esporre gli aspetti più fragili della propria personalità.

Ma la fotografia non è selfie.

L’autoritratto è narcisismo quando è semplicemente utilizzato per guardarsi, apprezzarsi e mettere in luce alcuni aspetti fisici o di personalità.

E’ esibizionismo quando è condiviso, quando racconta le nostre vite, quello che facciamo e dove siamo, prestando magari il proprio smartphone per immortalarsi nella scena e riproporla sui propri social album in attesa di acclamazione.

Mentre un vero un’artista e colui che fotografa quello che gli altri non vedono, usa la fotografia come strumento per osservare se stesso in modo diverso, anche rubando uno scatto per un autoritratto e per entrare in contatto con emozioni differenti, è un’esperienza nascosta.  Questo vale per tutti, ma per l’artista è un percorso di approfondimento molto più intenso, perchè cosciente dell’atto.

 

 

 

Annunci

2 pensieri riguardo “La fotografia non è selfie made man

  1. Cara Marika, non potrei essere più in accordo con quello che scrivi: il problema dominante in questo decennio è in misura crescente quello della consapevolezza, della capacità e della volontà di osservare e fare osservazioni critiche, analitiche, non superficiali. È forse la sfida più ardua, quando l’individuo trova tutto semplificato tramite le nuove tecnologie e non fa più sforzo per ottenere un risultato. Il rischio che vi si addormenti è elevato…

    Mi piace

    1. Caro Stefano, condivido la tua analisi. Ma voglio credere ancora che chi vive il disagio di una societá troppo superficiale che si “addormenta” saprà un giorno esprime una accusa culturale e sociale verso la standardizzazione del pensiero umano. Un abbraccio

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...