Come in un attimo

Sono passati solo pochi istanti, forse alcuni o poco più, non rammento ma è già tardi.

Nessuno è più entrato nello spazio dell’anima che per anni ha custodito ogni segreto, ora abbandonato.

Si è voluto cercare il sorriso, quello stesso che ci si illuminava quando il carrettino verde pistacchio dei gelati arrivava sotto caso e si aprivano per magia i due cappelli di lucido alluminio, crema e cioccolato.

Si é creduto che qualcuno possedesse il segreto per raggiungere la pentola piena di monete d’oro sotto l’arcobaleno, Arlecchino.

Si é cercato di giocare con le illusioni per costruire castelli di sabbia con i passaggi segreti per far correre le biglie di vetro, ora rubate.

Ecco che il tempo trascorso ritorna tra i fogli di tanti racconti, diverse trame e i soliti destini: la vita o la morte, la speranza o la rassegnazione, l’amore o l’odio, la bellezza o  la sciatteria, troppo spesso l’indifferenza o la rassegnazione.

Sfoglio l’odore della carta intrisa di polvere dove corrono le frasi già scritte, dove si narra di spettacoli di strada con burattini dentro a teatrini di cartone, figuranti truccati che si pavoneggiano per un applauso e cartomanti con cappelli di paglia capaci di rubarti la vita con l’inganno.

Quando nella giostra dei ricordi, la musica diventa incessante, i bianchi cavalli di legno chinano la testa e sopraggiunge il silenzio della piazza ormai vuota, é giunto il tempo di scendere.

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