LE RÉGIME ESTHÉTIQUE

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Dematerializzazione, concettualizzazione, ibridazione, documentazione: nel paradigma contemporaneo l’opera d’arte si estende ben al di là dell’oggetto, ed essa lo fa inoltre integrandone la dimensione temporale. In questo senso le “arti plastiche” o visual arts, come si dice ormai in luogo delle tradizionali “belle-arti”, tendono a non essere più soltanto arti dello spazio, ma anche arti del tempo, non fosse altro che per la loro dipendenza nei riguardi del racconto che le fa esistere. Integrando nella loro esistenza non soltanto il racconto ma anche la durata e, con essa, la possibilità di variazioni nel­l’e­secuzione, i differenti generi propri dell’arte contemporanea si allontanano dalle arti plastiche per avvicinarsi alle arti dello spettacolo vivente (teatro, musica), della letteratura e del cinema.Di fronte alla sfida che rappresenta per la cultura e per l’arte l’a­gi­tazione permanente imposta dalla globalizzazione economica, è importante rimettere le cose in movimento, o meglio in un contro-movimento. Quali sono le vere sfide dell’arte contemporanea? Quali i suoi rapporti con la società, la storia, la cultura? Il compito principale del critico consiste nel ricostruire il complesso sistema di problemi che emergono in un dato periodo e nell’esaminare le varie risposte che vengono fornite. La “società dello spettacolo” descritta da Guy Debord è una società nella quale le relazioni umane non sono più vissute direttamente, ma cominciano a essere confuse a causa della loro rappresentazione “spettacolare” (cfr. Debord 1967). È qui che troviamo la problematica più attuale dell’arte di oggi: è possibile generare ancora rapporti con il mondo in un campo pratico – la storia dell’arte – tradizionalmente destinato alla loro “rappresentazione”? Contrariamente a quel che pensava Debord, il quale non vedeva nel mondo dell’arte che un serbatoio di esempi di ciò che si doveva realizzare concretamente nella vita quotidiana, la pratica artistica sembra oggi un ricco terreno di sperimentazioni sociali, una riserva in parte preservata dall’uniformità dei modelli di comportamento. L’attività artistica non è un’essenza immutabile, ma costituisce un gioco le cui forme, modalità e funzioni evolvono secondo le epoche e i contesti sociali.

 

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