I canti di Natale e le loro origini

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Come ogni Natale tornano le musiche e gli inni che si ripetono da secoli e che ricordano l’esultanza della cristianitá, ma non sempre era così.

Eseguiti in varie lingue, in Italia anche in dialetto, sono il più popolare mistero della Notte di Natale e la maggior parte di questi canti “pastorelle” in italiano, “weihnachtslieder” in tedesco, “Carolis” nei paesi anglosassoni si concentrano principalemente sull’evento e i suoi protagonisti.

Il tema più frequente è quello della povertà, come nel caso della pastorello “ Tu scendi dalle stelle” di Sant’ Alfonso de’ Liguori (1696-1787).

Alcuni di questi canti non hanno che un lontanissimo rapporto con il Natale. In uno si glorifica il Re Venceslao, santo patrono della Cecoslovacchia, ucciso per gelosia dal fratello Boleslao sulla porta di una cappella nel 929.

La festa di Santo Stefano, che il testo commemora, ricorre come è noto il giorno dopo Natale.

Cristo è nato nel giorno di Natale annuncia un canto anglo-latino, anche se la Bibbia non accenna nè al giorno nè alla stagione della nascita di Cristo. Tuttavia il solstizio d’inverno, era da tempo festeggiato con danze gioiose e i cristiani, intorno al 330, scelsero questo periodo come la cornice più adatta per l’amore festa della nascita di Cristo.

Pertanto, le feste pagane invernali di tanti paesi potevano venire assorbite in molti canti. The Holley and the Ivy (L’agrifoglio e l’edera) riprende un rito della fertilità dell’era pre-cristiana. E c’è un tratto di paganesimo in Boars Head Carol (Inno alla testa del cinghiale), che si rifá all’antica usanza nordica di sacrificare un giovane cinghiale proprio durante queste feste.

Uno dei canti più antichi, ancora in uso, è Corde natus  (Nato dal cuore) del Monaco spagnolo del IV secolo, Prudenzio. Ma fu San Francesco d’Assisi, che permeò il formalismolatino della Chiesa di calore umano popolare. Alla vigilia di Natale del 1223, sulla cima di una collina boscosa nei pressi di Rieti, a Greggio, San Francesco compose anche il primo presepio.

I canti furono subito accompagnati da danze popolari che riempivano gli intervalli fra un atto e l’altro. Questi allegri intermezzi erano così grati al pubblico che almeno una volta, a Chester, in Inghilterra, gli attori furono malmenati e il palcoscenico distrutto dai fedeli che volevano più parti cantate. Quando i canti furono separati dalla recitazione, questo genere cominciò ad avere un successo immediato. Per la prima volta, la gente intonava canti religiosi nell’altro lingua, fatto estremamente rivoluzionario, magari aggiungendo qualche verso latino.

Tra questo ibridi medievali spicca In dolci jubilo, in latino tedesco, sentito per l’amore prima volta, secondo la leggenda, dal mistico delXIV secolo Heinrich Suso, il cui austero studio fu invaso da una schiera di angeli che cantavano e ballavano.

Solo in Inghilterra fiorì almeno un migliaio di inni natalizi, tra il 1400e il 1600, l’eta d’oro delle carol. Le città aveva i loro Waits (cantori pubblici) e i loro wassailer (cantori privati da evviva!), che intonavano la lieta novella nei ricchi palazzi. Ma nel XVII secolo i Puritani sentirono puzza di zolfo, più precedentemente credettero di vedere lo zampino del diavolo in queste allegre celebrazioni comunitarie.

Nel 1647 la festa del Natale fu abolita dal parlamento inglese. Le chiese furono private degli ornamenti, e portati via gli organi e i canti religiosi divennero salmi.

Nell’Ottocento, alcuni studiosi setacciarono le campagne, nei cui angoli più remoti c’erano ancora i wassailer con i loro canti. Gli studiosi pubblicarono i testi, salvando così canti molto famosi come The First Nowell, Gold Rest You Merry, Gentleman.

Sebbene compositori celebri, da Bach a Britten, abbiano avuto a che fare con le musiche degli inni natalizi e sebbene esistano liriche di autori famosi come Longfellow e Noyes, molti bei canti sono stati composti da illustri ignoti. Le parole di Shite Shepherds Watched furono scritte da Nahum Tate di Dublino, che morì mentre fuggiva dai suoi creditori. E il solenne Adeste fideles fu il frutto della fantasia di John Wade, un copista del Collegio inglese di Douai, in Francia.

Alcuni degli inni natalizi più belli provengono dalla Germania. Martin Lutero ricordava come, da adolescente, andava con i compagni di casa in casa, di paese in paese, intonando canti popolari in una armonia a quattro voci. Fede e musica per il grande riformatore; a lui è attribuita la composizione del testo e della musica Von Himmel hoch (Dall’alto dei cieli).

L’Austria ci ha dato il canto più famoso Stille Nacht (Notte silente) che deve la sua nascita a un caso fortuito.

Nel 181, poco prima di Natale, così dice la leggenda, i topi avevano rosicchiato il soffietto dell’organo della chiesa di Oberndolf, e sembrava inevitabileun Natale privo di musica. Fu così che il parroco Franz Gruber, fece comporre una melodia che potesse essere suonata con la sola chitarra.

Ancora oggi i canti stanno con noi solo un breve periodo ma sono comunque parte vitale della nostra cultura.

articolo publicato in FIRSTonline

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