Uno spinoso agrifoglio

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L’usanza di decorare la casa con ramoscelli e corone d’agrifoglio è una delle più antiche tradizioni natalizie. Le lucenti foglie dalle punte aguzze, verdi per tutto l’inverno, sembrano una promessa perenne; le bacche rosse vivo esprimono gioia ed esultanza.

Il gaio aspetto dei ramoscelli fa parte della letizia di quei giorni, della tregua degli animi, del caldo senso di benessere, dagli inni natalizi, dallo scampanio festoso e della risa spensierate dei bambini.

Ma la sua storia risale a secoli remoti, perché già nell’antica Roma corone d’agrifoglio venivano mandate agli sposi novelli per esprimere felicitazioni. Durante i gai Saturnali, la festa del solstizio d’inverno dedicata al Dio della seminagione, i Romani inviavano agli amici questa pianta in segno di stima e d’augurio. Come altri popoli d’Europa, loro – i romani – credevano che l’agrifoglio scacciasse gli spiriti maligni. E Plinio il Vecchio scrive che proteggeva la casa dai fulmini.

Quando i romani invasero l’Inghilterra trovarono che l’agrifoglio era tenuto in gran pregio. I Druidi lo consideravano sacro e ne portavano in casa ramoscelli per proteggere dalle pene e dai disagi dell’inverno dei boschi che ne abitavano gli alberi.

In Inghilterra si credeva proteggesse dalle streghe, dai cani rabbiosi e dagli animali selvatici. Un grosso ramo d’agrifoglio scagliato contro una fiera in procinto di assalire un uomo la faceva acquattare docilmente lá dove il ramo cadeva.

Era considerata una malvagità calpestare una bacca d’agrifoglio, perché è uno dei cibi preferiti del pettirosso che, dice la leggenda, cercò di alleviare le sofferenze di Cristo sulla croce beccando le spine dalla sua fronte ferita. È per questo che il pettirosso ha il petto rosso.

Ogni casa di Londra, ogni chiesa, ogni angolo di strada e ogni mercato erano decorati d’agrifoglio, a Natale. E quando i primi coloni, i puritani del Mayflower, attraversarono l’oceano si rallegrarono scoprendo che quell’albero cresceva spontaneamente nello squallore invernale del Massachusetts. Gli alberi non erano folti come in Inghilterra, le foglie erano meno lucide e di un verde pallido, ma le bacche di un rosso vivo parlavano di patria lontana.

Gli Indiani, prima di loro, avevano capito l’utilità della pianta. Quelli della Pennsylvania l’usavano come distintivo di coraggio, come un simbolo che avrebbe assicurato la vittoria in battaglia. Ornavano i loro indumenti con le bacche indurite perché serbassero lucentezza. Piantavano l’agrig Intorno alle loro case per scacciare gli spiriti maligni. Gli Indiani del New Jersey, più pratici, ne adoperavano il legno bianco e duro per farne le impugnature dei tomahawks. Mentre quelli delle tribù meridionali bevevano una tisana fatta di bacche per trarne fora e coraggio. Il matè, molto diffuso nell’America del Sud, è fatto proprio con queste bacche. È una bevanda amara, ma energetica per la presenza di caffeina.

Questa pianta cresce spontaneamente in Europa, in Asia e nell’America del Nord e del Sud. Ma a causa del disboscamento vandalico molte di queste piante sono scomparse.

Perché allora non averlo a casa vostra, risponde amorevolmente alle vostre cure con una specie di fiera indipendenza.

Mi piacciono gli alberi così, con il loro carattere. Mi piace un albero ch’era già vecchio quando venni al mondo e che sarà giovane quando io sarò vecchio. Mi piace un albero che abbia in sè il sole, il fuoco è una stilla di ghiaccio. Mi piace un albero che onora gli dei.

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