2018

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Il sorriso più bello è quando improvvisamente ci si accorge che la vita è quel sogno che si è costruito con quotidiana umiltà, che ora si colora di rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, leggiadro indaco e profumato violetto. Continua a leggere “2018”

I canti di Natale e le loro origini

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Come ogni Natale tornano le musiche e gli inni che si ripetono da secoli e che ricordano l’esultanza della cristianitá, ma non sempre era così.

Eseguiti in varie lingue, in Italia anche in dialetto, sono il più popolare mistero della Notte di Natale e la maggior parte di questi canti “pastorelle” in italiano, “weihnachtslieder” in tedesco, “Carolis” nei paesi anglosassoni si concentrano principalemente sull’evento e i suoi protagonisti.

Il tema più frequente è quello della povertà, come nel caso della pastorello “ Tu scendi dalle stelle” di Sant’ Alfonso de’ Liguori (1696-1787).

Alcuni di questi canti non hanno che un lontanissimo rapporto con il Natale. In uno si glorifica il Re Venceslao, santo patrono della Cecoslovacchia, ucciso per gelosia dal fratello Boleslao sulla porta di una cappella nel 929. Continua a leggere “I canti di Natale e le loro origini”

Uno spinoso agrifoglio

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L’usanza di decorare la casa con ramoscelli e corone d’agrifoglio è una delle più antiche tradizioni natalizie. Le lucenti foglie dalle punte aguzze, verdi per tutto l’inverno, sembrano una promessa perenne; le bacche rosse vivo esprimono gioia ed esultanza.

Il gaio aspetto dei ramoscelli fa parte della letizia di quei giorni, della tregua degli animi, del caldo senso di benessere, dagli inni natalizi, dallo scampanio festoso e della risa spensierate dei bambini.

Ma la sua storia risale a secoli remoti, perché già nell’antica Roma corone d’agrifoglio venivano mandate agli sposi novelli per esprimere felicitazioni. Durante i gai Saturnali, la festa del solstizio d’inverno dedicata al Dio della seminagione, i Romani inviavano agli amici questa pianta in segno di stima e d’augurio. Come altri popoli d’Europa, loro – i romani – credevano che l’agrifoglio scacciasse gli spiriti maligni. E Plinio il Vecchio scrive che proteggeva la casa dai fulmini.

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Il Natale dei ricordi

 

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Ci sono momenti nella vita dove i ricordi riemergono come giocattoli, ognuno al loro posto in soffitta come soldatini di piombo, immobili.

Ecco che bambole con abiti scuciti, scatole semivuote, cavallini che zoppicano nel loro breve dondolio, trenini con rotaie interrotte, l’orso Teddy liso e senza peluche, secchielli di plastica che hanno portato l’acqua di mare per costruire castelli di sabbia, diventano nuovamente  i compagni di un giorno di festa, il Natale che ognuno di noi ricorda e custodisce per sempre nell’intimo.  Continua a leggere “Il Natale dei ricordi”

Un giorno solo tutta la vita

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Un giorno solo, tutta la vita. Un libro dove viene esplorato quell’intenso sentimento che dura un’intera esistenza, capace di superare qualsiasi barriera di lontananza e il toccante e vivissimo ricordo di questa passione. “Quel fulmine nel cuore” intenso ed emozionante come il primo bacio, impossibile da cancellare”.

Perché questa storia, in realtà, inizia a Praga nel 1939. Lenka e Joseph sono due studenti ebrei, si conoscono poco prima dello scoppio della guerra, si innamorano, diventano marito e moglie per lo spazio di una notte. Il giorno dopo, al momento di fuggire negli Stati Uniti Lenka decide di restare, perché non ci sono biglietti a sufficienza per la sua famiglia. Si separano con la promessa di ricongiungersi al più presto, ma Lenka finisce in un campo di concentramento. In mezzo all’orrore, fa ciò di cui è capace, dipingere, unico modo per dare colore a ciò che è privato di luce, per dare forma a ciò che non si può descrivere. Mentre Joseph, in America, si specializza in ostetricia: solo aiutare a dare la vita gli consente di non farsi trascinare a fondo dalle voci di chi non c’è più.

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La verità fiocca

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Vi è una stagione dove ci si ritrova improvvisamente vulnerabili,

dove il cielo si riempie di nubi e il freddo rattrista i ricordi

di quando il sole era alto e riscaldava la gioia.

Vi è una stagione dove la stanchezza prende il sopravvento,

dove invece vince la tenacia di chi rivendica ogni supremazia.

Vi è una stagione dove non puoi più capire,

dove la superbia è incline ad infliggere il gelo in ogni cuore.

Vi è una stagione dove si abbandona il desiderio di poter volare,

il silenzio cala, ci si guarda attorno e tutto appare assopito.

Ora la verità fiocca e il sorriso scompare sotto una coltre di neve.  Continua a leggere “La verità fiocca”

B.B. e la crociata di un’attrice

Alla fine del settembre 1981 a Saint Tropez,  il figlio di una fioraia uccise a bastonate il gatto di casa. Quando la notizia cominciò a circolare tra i residenti, una donna dai capelli biondi andò al negozio e si scagliò come un uragano contro la padrona.

Si trattava di Brigitte Bardot, una vera celebrità che la fioraia pensò bene di portare in tribunale, così avrebbe potuto di godere di fama per soddisfare la sua fame d’invidia.

La corte di appello di Aix-en-Provance confermò la prima sentenza che diceva che gli accessi verbali sono da deplorare, ma che furono provocati da un atto di violenza in cui l’imputata vide Un attacco contro la vita stessa, assolvendo definitivamente l’attrice.

Lei che divenne un’attrice senza volerlo, era nata a Parigi il 28 settembre del 1934 e da bambina sognava di diventare ballerina; a 14 anni riportava già successi nella danza che le consentì di essere ammessa alla scuola di ballo dell’Opéra. Una modista di cappelli le chiese di danzare con una collezione appena creata che aveva chiamato “Brigitte”, fu allora che una redattrice notò la ballerina e le chiese di posare per la sua rivista. Intervenne però il padre, Louis Bardot, che consentì a patto che non comparisse se non come B.B.

Dopo la pubblicazione di quello scatto fotografico, Brigitte fu notata dal regista Marc Allégret e incaricò Roger Vladimir Plemiannikov (Vadim) di sottoporre la ragazza ad un provino. Il padre consentì convinto che non avrebbe avuto successo. E fu così, secondo il regista non c’era futuro perché lei, recitava biascicando. Ma Vadim innamorato (aveva solo 21 anni) decise di prenderla sotto la sua guida, dandole qualche particina. La sposò nel 1952.

Fu il film E Dio creò la donna la rese famosa – nel 1956 – dove apparve nuda per pochi minuti nella parte di Juliette, una parte che fece più scalpore di altre recitate anche da Marilyn Monroe.

La sua vita di attrice la costringeva però a scegliere spesso di nascondersi, dovunque andasse era braccata come un animale. Nel 1960 dette ala luce suo figlio Nicolas, e fu costretta, per non essere assalita dai paparazzi, a partorire a casa.

Logorata da questa caccia logorante, una sera inghiottí un intero tubetto di tranquillanti e nonostante la sua vita fosse appesa ad un filo, i fotografi bloccarono l’autobulanza in mezzo al traffico nel cercare di fotografarla.

A soli 39 anni aveva interpretato 48 film, quando improvvisamente decide di smettere, giudicando se stessa dicendo “dei miei film ne salvo sì e no al massimo cinque”.

Vendette la Rolls Royce e si isolò nella sua dimora a Saint-Tropez dichiarando di non voler essere più un bell’oggetto ma un essere umano come tutti.

Da li la sua decisione di proteggere gli animali, accudendo cani e gatti randagi o strappati dalle mani dei loro carnefici.

La sua campagna più famosa rimane quella del 1977, quando tentò di mettere fine alla strage dei piccoli di foca nel Canada Orientale. Dopo che B.B si fece fotografare con il viso dentro ad una pelliccia di una foca di pochi giorni, il presidente Valery agiscano d’Estaing annunciò che avrebbe proibito l’importazione di pelli di foca, con un 90% dei francesi a favore della campagna della Bardot.

Da allora Brigitte si batte per ottenere severe norme che regolino la vivisezione nei laboratori, se gli animali feriti non vengono assistiti e tante altre crudeltà inflitte.

A coloro che la rimproverano di difendere gli animali quando milioni di esseri umani soffrono e muoiono, lei risponde “A mio modo di vedere, si tratta di piccole battaglie. Le persone capaci di maltrattare gli animali sono spesso le stesse che spingono alla disperazione gli esseri umani più derelitti. Io faccio tutto ciò che posso”. Continua a leggere “B.B. e la crociata di un’attrice”