La mia ricca vita da povero

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Quando all’improvviso ci si accorge che qualcosa ha cambiato la propria vita, vedi ciò che non pensavi esistesse, vedi il calore delle persone, vedi l’umiltá di chi si inginocchia per strada nel dare conforto al mendicante che raggomitolato nell’androne di una chiesa chiede scusa della sua povertá.

Le persone di più di una metà dei paesi del mondo si trovano ancora in una condizione di povertà, mentre la società si barda a festa come nulla esistesse.

Quando ci si trova in una condizione di povertà, si finisce per pensare avventatamente. Si finisce per credere che la nostra infelicità derivi dalla povertà.

Ma dopo aver sperimentato la ricchezza, cominceremo a capire che non ci renderà felici, che la povertà non è la vera causa della nostra infelicitá, e ci accorgeremo che sono invece i meccanismi del desiderio insiti nella nostra mente a manovrare nell’ombra la nostra infelicitá.

Se sapremo comprendere che dopo una situazione critica presentatasi a seguito di una fase di ricchezza e della sua superficialità, ci può essere offerta, senza precedenti, di fare inversione di marcia, ecco che potremmo smascherare i meccanismi che regolano i desideri e così superarli.

Non si può gioire se non si ha nel cuore una vita ricca da povero.

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