Specchiarsi per sottrarsi al canto del cigno

 

Ci si può specchiare tutta la vita senza mai vedere la propria vera immagine, come in un gioco di luci e ombre.

Quando lo specchio ci costringe al gioco clandestino, ecco che compare il desiderio di scommettere le proprie vanità, le proprie ambizioni, le proprie utopie, anche la parola diventa cruda, esasperata, presuntuosa.

Quando lo specchio invece ci rivela l’umiltà che serve ad accompagnare l’armonia del movimento con quel dolce ed esile gesto di eleganza, ecco che anche la parola non è mai esagerata, non è mai inappropriata, non è mai imitata, non è mai superba.

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