Adieu tristesse, Bonjour tristesse, Tristesse beau visage

Cécile è una giovane adolescente, che insieme al padre Raymond e alla sua giovane amante, trascorre le vacanze in un rincorrere il tempo nel non far niente. (Romanzo della Sagan, scrittrice discussa da Camus a Sartre e Rimbaud che narrò la scabrosa storia di Cécile e di suo padre Raymond, ambientata nella Costa Azzurra degli Anni Cinquanta). La vita all’insegna della mondanità e del provocare gelosie esasperate, viene interrotto dall’arrivo di una nuova donna, raffinata e amica della madre di Cécile, morta alcuni anni prima. Di qui una serie di storie che si intrecciano e che coinvolgono la giovane ragazza in un giocare senza pudore con i personaggi scelti per sé e per le persone che le sono accanto, fino a situazioni tragiche. Il tutto può sembrare una sorta di denuncia del modo di vivere degli anni cinquanta, percepito dai giovani come una perdita dei valori morali. Un correre continuo verso gratificazioni o false felicità, tra l’effimero e l’inutile. Il romanzo scritto nel 1954 ne è la totale espressione, con un significato ben preciso, ogni momento della vita va vissuto come si presenta, senza false ambizioni e senza ipocrisie…tanto cosa resta se non un modello che si replicherà per sempre in un pensare “impossibile” secondo “Bonjour tristesse”. Un libro autobiografico? alla domanda la Sagan rispose sempre con un no! eppure la sua fragilità emotiva corre in quelle sue scene come fotogrammi.  Le parole «Bonjour tristesse» erano del poeta Eluard ma si addicono perfettamente alla vicenda.

La spontaneità è un facile egoismo erano sempre stati per me un lusso naturale. Vi ero sempre vissuta. Ed ecco, quei pochi giorni turbarmi tanto da condurmi a riflettere, a osservarmi vivere. pensavo per tutte le angosce della introspezione senza perciò conciliarmi con me stessa.

Soltanto quando sono a letto, all’alba, quando in Parigi v’è solo il rumore delle vetture, qualche volta la memoria mi tradisce, l’estate torna con tutti i suoi ricordi. Allora qualcosa si leva in me che io accolgo col suo nome, a occhi chiusi: buon giorno tristezza. Françoise Sagan (dal romanzo Bonjour tristesse)

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