Il prato dei quadrifogli

Una giornata di fine inverno, mentre il sole fatica a salire dall’orizzonte del mare, la sottile pioggia crea un sottile filtro di nebbia che ovatta ogni pensiero. Ma vi era un prato dove ogni giorno qualcuno scorgeva un quadrifoglio e lo raccoglieva. Un rito che si ripeteva ogni qual volta si chinava il suo sguardo, e appariva il sole. Ne ha raccolti molti, tutti custoditi tra le pagine dei libri che narravano quella che un giorno sarebbe stata la sua vita, momenti incantati nella serra dei “semi fioriti”. I quadrifogli ora sono come pietre preziose incastonate tra le pagine, coprono le parole scritte ma non le emozioni di quando allora venivano posti per essicare. Nulla è cambiato in quella serra, l’ora de tè è ancora fissata alle 17.00, gli ospiti di allora sono le piante che ormai, dopo molti anni sono i grandi alberi di quel prato di quadrifogli.

Ho passeggiato per ricordare ma nulla è cambiato, fioriscono ancora fiori dai suoi semi, i vasi sbordano di erbe, il silenzio mi nasconde e mi riporta a lei…la donna che passava il tempo a creare l’eterno, piante e fiori con il suo nome, trasformando ogni incantesimo in mille quadrifogli, camelie rosse crescono ora e fioriscono in questa giornata.

Una figlia che vede ancora quel prato.

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