Un arcobaleno invisibile circonda quello visibile

Entrare nel mondo della flora è come abbandonarsi ad un silenzioso infinito paragonabile ad un viaggio quasi religioso, un percorso tra paesi reali e fantastici dove si incontrano divinità e protagonisti di favole, miti e leggende, si rievocano usanze e proverbi, poesie, saggi e immagini d’arte. Le spine della flora sono i faraglioni rocciosi, difendono la sua ragione di esistere. L’uomo vi soggiorna e scompare all’ombra della grande quercia, all’alba e al tramonto. La complicità scompare nel momento che il sole schiara le chiome – a mezzogiorno – e nessun’ombra è più concessa all’essere umano.

Quando le fontane si dissecano, scrive Ernst Junger, si va ad attingere l’acqua al fiume;ovvero si fa tacere il ronzio nichilistico di una ragione che dopo aver evocato incubi e mostri riesce soltanto a riflettere narcisisticamente sui suoi meccanismi, e si ricominciano a contemplare piante animali, minerali, stelle, acque per riacquistare il senso del reale nelle sue varie dimensioni.

“Alfredo Cattabiani ricostruisce sapientemente questo universo vegetale grazie alle sue conoscenze nel campo della fenomenologia religiosa, del simbolismo e delle tradizioni popolari, e suggerisce, pagina dopo pagina del libro Florario, in uno stile  che sposa la chiarezza alla levità, percorsi di approfondimento per chi voglia e possa giungere là dove una pianta non è soltanto una pianta.”

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