Morte a Venezia

Vi è un silenzio assordante, insopportabile e che passa ogni barriera sonora. Odora come la nebbia sulla laguna nelle giornate d’inverno, diventando acre e pungente. Una città che si risveglia triste in una giornata dove sono scomparsi anche i riflessi nell’acqua. Nulla si specchia se non il cielo grigio che senza nubi comprime un unico pensiero che gela il cuore di tutti i cittadini, degli ospiti e di quelli che un giorno potranno tornare a Venezia, mentre nei campielli e nelle calli il tempo sembra si sia fermato per sempre.

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