Riflessioni nella giornata della “gentilezza”

Il 13 novembre è la Giornata Mondiale della gentilezza, lanciata con una conferenza del 1997 a Tokyo e introdotta anche in Italia dal 2000. Ma in una società come la nostra che significato può avere? Stamane mentre incrociavo la gente (impegnata a parlare al telefono lungo una strada della città) cercavo di sorridergli ma nulla cambiava nei loro sguardi, cupi e distaccati. Viviamo in un mondo che ha imparato a trasferire ogni emozione dentro ad uno o più interessi, nulla è più motivo per pensare che esiste altro oltre un grottesco consumismo. E in esso vi troviamo le caricature del pensiero, delle emozioni, delle semplicità e del comportamento. Ma vi sarà mai una gentilezza nel cuore di costui? Quei pochi che omaggiano questa giornata vi è donato un mio sorriso.

Vale la pena rileggere il libro “Se non la realtà” di Tommaso Landolfi. In esso vi troviamo la narrazione di minuti episodi, frammenti di quotidianità provinciale di un’italia degli anni Cinquanta. Personaggi al limite del grottesco. In una corriera diretta a Frosinone incontriamo mangiatori di arance che “imprendono la loro appiccicosa bisogna sputando semi dappertutto”, bambini in preda al vomito aiutati da dame dallo “stinco peloso”, e una “ripicchiata” professoressa di scuola media che redarguisce tutti.

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