Un composizione che parte dall’antica Grecia: Marco Betta

Conosco da poco Marco Betta e già mi sembra di avere con lui un dialogo che dura da ore, da anni. Ascolto la sua voce come un narrare di un vecchio amico che non sento da tempo e ne vengo affascinata per il suo intercalare di elementi narrativi così armonici tra loro da sembrare veramente una composizione di uno cantastorie. Stranamente non scrivo nulla sui fogli e cerco di seguire il suo “filo” perfettamente nitido nei ricordi, nelle immagini, nell’esaltare la sua poesia d’animo e non mi preoccupo se poi dovrò trascrivere l’intervista, perché sono già così certa che anche senza alcun appunto, l’armonia di suoni e delle parole che Marco è riuscito a trasferirmi, comporranno perfettamente le frasi che scorrono già tra le mie dita…

Con un risentirci a presto, forse alla presentazione del “Casanova” a Napoli, concludo il mio bellissimo dialogo con il compositore, autore non di opere ma di un grande libro che raccoglie le musiche più belle che la mente già custodisce segretamente e per sempre in quell’ “album di fotografie di Marco”.

l’intervista completa

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