L’uomo questo imperfetto bibliotecario

Dovremmo pensare al mondo di oggi come una enciclopedia illusoria, i fatti che succedono e ci rincorrono sono frutto di libri immaginari che l’uomo di oggi fa diventare degli articoli brevi, scritti, vissuti e bruciati in una realtà sempre più feroce.

L’universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d’un universo infinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere…

il lato libero dà un angusto corridoio che porta a un’altra galleria, identica alla prima e a tutte. A destra e a sinistra del corridoio vi sono due gabinetti minuscoli. Uno permette di dormire in piedi;l’altro di soddisfare le necessità fecali. Di qui passa la scala spirale, che s’inabissa nel remoto. Nel corridoio è uno specchio, che fedelmente duplica le apparenze…

Mi basti “per ora” ripetere la formula classica: La Biblioteca è una sfera in cui il centro esatto è qualsiasi esagono, la cui circonferenza è inaccessibile.

Lo scrivere metodico mi distrae dalla presente condizione degli uomini, cui la certezza di ciò, che tutto sta scritto, annienta o stupisce.

da Finzioni di Luis Borges

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