Anna Zullian – fashion designer animata dal giornalismo parigino

La prima persona che incontro è una giovane ragazza dal nome Anna Zullian, nata nel 1981 a Feltre, laurea in Arte Contemporanea all’Università degli Studi di Parma e una tesi “Video Arte in Italia”.

Anna inizia da subito a coltivare la passione per il giornalismo moda, ma in lei c’è anche il desiderio di creare qualcosa di suo, plasmare la materia e trasformarla in oggetti da indossare, ed è così che nel 2010 decide di frequentare un corso sul Fashion Design all’ ESMOD di Berlino, ciò che le consentirà un nuovo approccio con l’arte, trasformandola in una interpretazione del suo pensiero capace di trasportare la memoria nel design da “indossare”.

Inoltre per passione e talento verso il giornalismo moda, dall’aprile 2011 inizia a collaborare e a pubblicare articoli su Vogue Italia e Vogue.it.  E non a caso, la famosa giornalista, fotografa, blogger e talent scout Diane Pernet le dedica uno spazio nel suo A Shaded View on Fashion  luogo di eccellenza per la moda internazionale.

Sempre nel 2011 ispirata da ricordi con la nonna Irma e la passione per i fiori, realizza la sua prima collezione “Perle” ispirandosi ai dei petali dei fiori. Sceglie colori forti come il fucsia e il giallo che si fondono nella materia da lei utilizzata, il Fimo, una pasta sintetica facilmente modellabile e termoindurente, che Anna lavora con le mani  plasmandolo con molta morbidezza, come un ricordo ovattato dal silenzio. Ed è così che crea i primi gioielli design, collane e altri oggetti da indossare.

Segue poi  una seconda linea “Shell” “total black”. Sceglie il nero perché lei stessa afferma essere il suo colore preferito, la sua vera espressione, quel preciso colore che non lascia trasparire nulla e che le consente di concentrarsi maggiormente su sé stessa.  Il colore bianco nasce successivamente ma sempre come antagonista e si confronta nella creatività diventando tubicini legati due a due o grandi perle che scorrono l’una dentro all’altra.

L’esperienza dei primi accessori per la moda fa emergere in Anna la vera anima, quella di realizzare forme più grandi e di maggiore espressività, nascono così opere vere e proprie ma da indossare in un momento di performance. Appaiono come delle spirali da porre al collo, al braccio o alle mani, tutte, secondo Anna,  hanno il compito di proteggere la persona, come una immaginaria protezione del pensiero, della persona e della memoria nei confronti della realtà.

Tutte le sue creazioni/opere vedono l’utilizzo di materiali di riciclo, come il ferro, la corda, nastri di pelle, che si intrecciano con la creatività e il colore.

Anna è una ragazza sensibile, riflessiva e particolarmente affascinata dal mondo della moda che ricerca e frequenta all’estero, ma come molti giovani talenti, dopo aver cercato disperatamente in Italia una strada, ha deciso di andarsene con meta Parigi, dove sicuramente potrà trovare nuovi spazi ma soprattutto opportunità di lavoro.

 Le chiedo perchè di questa decisione?

Oggi lasciare il proprio Paese è una scelta non facile ma assolutamente indispensabile per vivere e per crearsi un futuro. Ho provato molte volte, non solo di valorizzare le mie passioni al fine che potessero essere un lavoro, ma anche proponendomi a lavori normalissimi e degni di stima, ma non ho trovato nulla. La mia esperienza berlinese mi ha già fatto capire che se investi su ciò che credi puoi farcela a realizzarti. Ma il mondo che più mi è vicino è legato alla creatività, al design e alla moda fusi nella medesima anima e Parigi è sicuramente il luogo di maggiore riferimento per farmi conoscere e un giorno chissà… essere anche apprezzata per il mio lavoro. Mi rendo conto che non si può vivere di sola creatività, nè fantasticare nel voler creare solamente gioielli d’artista, ed è per questo mi sto impegnando nel seguire tutti gli eventi moda e a scrivere articoli, perchè sono certa che la passione per lo scrivere, un giorno, mi aiuterà anche a relaizzarmi come designer…ora c’è solo da investire. Mi spiace lasciare il mio Paese, affetti e ricordi, ma come per molti altri giovani non ci sono altre scelte, né nuove strade da percorrere”.

Fonte: Marika Lion Firstonline

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